Fiori di settembre: “Fiori Ciechi” di Maria Antonietta Pinna / #fioriciechi

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Sono ben cinque mesi che questo blog non vede l’ombra di un post… Lo so, lo so, son cose che non dovrebbero accadere nel mondo rapido e schizofrenico delle comunicazioni internaute. Ma che vi aspettavate? D’altronde siamo nati lenti, cianciando sul tempo e la sua dittatura, ed elogiando la flemma e il gusto dolce del lavoro senza fatica. Che altro potevamo fare, metterci a scrivere un post al giorno e dare vita all’ennesimo blog di opinione buono solo per dare una strigliata al nostro ego? Potremmo forse dire, invece, se volessimo darci delle arie, che abbiamo stilato un programma di massima che si è fatto prassi. Mica poco eh?

Tuttavia, al di là della nostra predisposizione ideologica alla lentezza, sono ben altre le ragioni che hanno determinato il “blocco del blogger”. Che in realtà è una, ma piuttosto importante. E cos’altro poteva essere se non il parto di un bel libro? Lo sappiamo, non è granché come sorpresa, ma in fondo (e anche in superficie) siamo una casa editrice, ed è su quello che spendiamo le nostre forze e sobilliamo le nostre passioni tutti i profani giorni: partorire libri che ci hanno colpito, interessato, e che pensiamo possano farvi passare momenti piacevoli, arricchendo le vostre conoscenze e stimolando la vostra fantasia. Utopico? Forse, ma cosa sarebbe il mondo senza le utopie? Senza le ansie di cambiamento? Un’anfora piena con un buco al fondo, o poco più. Ed è per questo motivo che continuiamo a fare libri pensandoli come tessere di un immenso, meraviglioso e popolare mosaico culturale, invece che come dei semplici prodotti commerciali di intrattenimento.

Ma per quanto la nostra mente, il nostro cuore e la nostra retorica possano volare verso lidi lontani non possiamo certamente negare, agli altri e a noi stessi, che il libro è un prodotto commerciale. E volendolo depurare del carattere feticista che gli è tipico in quanto merce (e noi vogliamo depurarlo), dobbiamo rappresentarlo come il risultato di un processo di produzione che vede coinvolti vari soggetti e che risulta, a seconda dei casi, più o meno lungo ed elaborato. E dobbiamo anche dire che, nel caso di specie, questo processo si è rivelato molto più lungo e complicato del solito. Il perché è presto detto: quello che vi presenteremo nelle righe che seguono è il primo libro edito dalla Annulli Editori ad essere stato prodotto senza collaborazioni esterne. Correzione di bozze, editing e impaginazione, copertina, qualsiasi attività vi venga in mente in relazione alla produzione di un libro (fatta eccezione per la stampa finale), per questo libro è stata fatta in casa, tentando di utilizzare al meglio (e finendo per arricchirlo) il capitale umano interno alla casa editrice. Ciò, ovviamente, oltre ad avere avuto degli innegabili vantaggi ha comportato anche dei costi, che potremmo tradurre nel tempo-lavoro dedicato da ciascuno di noi alla lavorazione del prodotto finale. Di qui l’assenza dalle scene.

Il libro in questione, del quale parleremo nei prossimi mesi e che troverete nelle librerie a fine settembre, è un romanzo. O una favola. O entrambi, se volete. Una novella moderna che usa la fantasia (e l’ironia) per scandagliare gli anfratti più oscuri e pericolosi della mente e dell’agire umano, portare alla luce contraddizioni, paure e speranze e dare al lettore strumenti di pensiero e riflessione. Un libro che affronta argomenti e pensieri ispidi e pericolosi con una scrittura e uno stile effervescente e accattivante, con un incedere da favola, riuscendo a colpire forte nel segno con le armi della fantasia, e finendo per rimanere attaccato ai neuroni come resina di pino alle mani. S’intitola “Fiori Ciechi”, ed è composto da due racconti, diversi e scollegati ma a loro modo complementari (per stile, argomenti, commistione reale-fantastico): “Fiori Ciechi”, da cui il titolo dell’opera, e “Probobacter”, suo degno compagno.

“Fiori Ciechi” canta le lodi e le infamie di una immaginifica, fantascientifica quanto irrimediabilmente realistica e umana Florandia, la Repubblica dei Fiori. Un paese felice, abitato da una popolazione creativa, benevola e naturalmente pacifica, che verrà trascinato in un baratro di apocalittica idiozia da un manipolo di governanti insulsi, dei fiori avidi, arrivisti, razzisti e guerrafondai. Dei fiori ciechi.
Un essere umano e il suo alter-ego vi guideranno in un viaggio fantastico e psicologico negli anfratti di Florandia alla ricerca dell’Idea perduta, in un percorso a tappe che vi regalerà incontri piacevoli con un’umanità (o fioralità) saggia e splendidamente delirante; un sentiero tortuoso e affascinante che toccherà le regioni più oscure e recondite della vostra mente arricchendola di pensieri e sensazioni reali ma cariche di dolce fantasia.

Il secondo racconto, “Probobacter”, è un affresco brutale e doloroso di una realtà a noi vicina abbozzato attraverso i pennelli dell’immaginazione. Un mondo malato e sommerso dai propri rifiuti che tenta di salvare il salvabile in modo goffo e cinico, partorendo una soluzione peggiore del male. Un apoteosi della stupidità umana, il canto del cigno dei sogni ambientalisti, la vendetta della natura contro l’intervento umano, la corrosiva indipendenza e arroganza di una malattia incurabile. Questo il mix di cartucce in canna a “Probobacter”, un racconto spietato e cinico che sbatte in faccia al lettore, con uno stile delizioso e un’effervescente teatralità, questioni ambientali tremendamente attuali, le conseguenze della collettiva indifferenza, dell’avidità politica e individuale e dell’incrollabile idiozia insita nella fiducia positivista nel progresso.

Le atmosfere decadenti e apocalittiche dei due racconti sono state rese graficamente attraverso otto tavole che dividono i passaggi fondamentali dei due racconti e vi accompagneranno nella lettura.

E ora passiamo alle presentazioni. Perché dietro l’opera d’arte si nasconde il suo artista, e occorre disvelarlo.

L’autrice del libro è una giovane scrittrice sassarese, Maria Antonietta Pinna, classe 1972. Laureata in materie Letterarie con indirizzo storico e specializzata in Criminologia, è collaboratrice del sito culturale di Bartolomeo di Monaco, recensionista per il webmagazine “Sul Romanzo” e curatrice del sito marylibri. Già autrice del volume “Dalle galee al bagno al carcere”, dei racconti “Io vedo!”, pubblicato dalla rivista “Notabilis”, e “Il morto, ovvero tutta colpa del polistirolo, pubblicato nell’antologia “Quinto colore racconta l’Italia, è esperta di libri antichi e moderni. Fiori Ciechi è il suo primo romanzo.

Le tavole sono state realizzate dal pittore Carlo Farina. Nato a Roma nel 1977, dove vive e lavora, esperto di grafica pubblicitaria e serigrafia, dopo una breve parentesi presso il COMICS di Roma Carlo approda alla pittura a tela e all’illustrazione su carta. Ha realizzato una prima serie di opere a pastelli su carta che ha esposto presso due gallerie d’arte di Trastvere. A queste sono seguite esposizioni collettive e personali in altri spazi della capitale. Da alcuni anni, alla pittura e all’illustrazione affianca la creazione sartoriale e di moda.

Speriamo di aver infiammato a dovere la vostra curiosità di lettori. Se ci siamo riusciti, e ora tremate dalla voglia di saperne di più, continuate a seguirci su queste pagine e sui nostri account twitter (o tramite l’hashtag #fioriciechi), facebook e pinterest, perché nelle prossime settimane continueremo a pubblicare materiale e informazioni riguardanti il nuovo arrivato. Vi ricordiamo, comunque, che sebbene il libro sia acquistabile in libreria solo a fine mese, potete già preordinarlo sul nostro sito a partire dalla prossima settimana.

Prima di lasciarvi, un regalino. Nel mentre che aspettate di scovare “Fiori Ciechi” sugli scaffali delle librerie o di vederlo in bella mostra direttamente sul comodino di camera vostra vorremmo darvi in omaggio la sua cover, qua sotto. Vi piace? Il bellissimo disegno che trovate impresso in copertina è opera del pittore e nostro grande amico Francesco Montagnoli, che vi presentiamo con piacere

Francesco Montagnoli è nato a Civitavecchia nel 1947 e vive a Montefiascone. Durante la sua trentennale attività di pittore e artista ha partecipato a numerosissime mostre e vinto molti premi. Alla casa editrice Annulli Editori ha già regalato un suo preziosissimo dipinto che è andato ad abbellire la copertina di “Passaggi in Europa 1930-1960” una delle nostre più fortunate opere di narrativa. Se volete saperne di più sulla persona e sull’artista, o vi va di dare una sfogliata alla sua affascinante produzione artistica potete andare a fargli visita alla sua pagina facebook o contattarlo tramite email.

Attendiamo i vostri commenti.

A prestissimo!

Leonardo Annulli

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3 pensieri riguardo “Fiori di settembre: “Fiori Ciechi” di Maria Antonietta Pinna / #fioriciechi

    Presentazione Fiori Ciechi « Annulli Editori ha detto:
    11 febbraio 2013 alle 17:09

    […] la nostra più recente pubblicazione, “Fiori Ciechi” (del quale abbiamo già parlato qui e qui), fantastico esordio narrativo della scrittrice sassarese Maria Antonietta […]

    […] Una serie di domande e risposte che ci introduce all’universo narrativo e poetico della scrittrice sassarese, partendo dalla formazione culturale e dalle influenze per giungere alla definizione della sua scrittura e alla contrapposizione dialettica tra letteratura sperimentale e letteratura mainstream; Maria Antonietta, esordiente dalle mani esperte e quanto mai prolifica, presenta al pubblico le pubblicazioni che l’hanno vista giocare un ruolo di protagonista nell’arco di poco più di un anno, soffermandosi in particolare sul Picacismo Simbolico, il saggio di argomento stregonesco recentemente edito da Bastogi Editore e sul suo esordio narrativo, il nostro Fiori Ciechi. […]

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